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Incontro dell’Unitre con la professoressa Agostini: New York, dalle origini ai grattacieli

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AVIGLIANO UMBRO – 30 gennaio 2019 – L’incontro dell’Unitre di martedì 29 gennaio è stato tenuto dalla prof.ssa Emanuela Agostini che ha messo a disposizione il suo sapere, le sue conoscenze e la sua diretta esperienza di vita per parlare di una delle più grandi e belle città del mondo: New York.

Tutti siamo abituati a pensare che questa grande metropoli sia una delle più importanti degli Stati Uniti d’America. C’è chi la confonde con la capitale, che invece è Washington, c’è chi pensa che sia la capitale dello Stato di New York (uno dei 50 Stati che fanno parte degli USA, in cui appunto si trova New York) che invece è la città di Albany,  la si associa spesso ai grattaceli, al business e al potere. La storia di New York ha radici profonde e interessanti che l’hanno avvicinata sempre di più all’immaginario collettivo odierno.

Geograficamente parlando, New York si trova sulla costa Est degli Stati Uniti, zona interessata dalle antiche colonizzazioni di francesi , inglesi e olandesi, a dispetto della parte centrale dell’America dove invece arrivarono per primi gli spagnoli.

“E’ molto curioso – spiega Emanuela con l’ausilio di una cartina geografica – che ipotizzando di tracciare una linea orizzontale da New York fino all’Italia, si noterà che questa città si trova alla stessa latitudine di Napoli. Questo fa riflettere in quanto se si considera il fattore clima sicuramente ci sono differenze tra le due realtà: Napoli presenta un clima caldo in estate e tendenzialmente mite e non troppo freddo in inverno, New York invece ha un inverno molto rigido perchè è interessata dai venti freddi che arrivano dal Circolo Polare Artico e che causano bufere di neve molto forti.

La storia Nel 1600, le terre degli odierni Stati Uniti d’America erano popolate da Indiani; gli Europei, al loro arrivo, fondarono in quei territori delle città dandogli anche dei nomi: oggi infatti troviamo in quei luoghi città chiamate Roma piuttosto che Siracusa o Itaca.

Ad oggi, New York conta 22 milioni di abitanti ed è suddivisa in 5 quartieri: Manhattan, il cuore del business e dei grattacieli che svettano sulla metropoli, il Bronx, il Queens e Brooklyn che si trovano sull’isola di Long Island e Staten Island. La parte bianca che si vede nella foto sotto è lo stato del New Jersey, dove molti newyorkesi vivono. Nell’isola di Manhattan vivevano le tribù degli Indiani Lepete che vennero man mano sterminate dall’arrivo degli Europei, portatori di malattie che essi non conoscevano né sapevano curare. La colonizzazione degli Olandesi cominciò con il loro arrivo nella baia di New York, guidati dal generale Hudson che diede il nome al fiume che oggi scorre a New York, l’Hudson, appunto; giunti alla baia, proseguirono lungo il corso del fiume e alla sorgente fondarono la città di Albany. Lì cominciarono a commerciare con gli Indiani e a scambiare materie prime e oggetti con le loro pelli.

Sempre gli Olandesi , fondarono la città di New York sulla punta dell’isola di Manhattan dandole come primo nome quello di New Amsterdam (Nuova Amsterdam) con a capo il suo governatore; il nome attuale invece, lo si deve al Duca di York.

La dominazione inglese sulla costa est dell’America portò alla fondazione di 13 colonie che poi si ribellarono alla madrepatria poiché non accettavano di pagare dazi e tassi all’ Inghilterra; tutto ciò diede il via alla Rivoluzione Americana che ebbe un grande impatto sul regime di governo che passò dall’essere una Monarchia al divenire la Repubblica degli Stati Uniti d’America, fondata sulla Costituzione.  Quando nacquero gli Stati Uniti, New York fu la prima capitale in quanto l’odierna Washington non esisteva ma venne successivamente edificata dal nulla.

Il fenomeno dell’emigrazione Negli anni ’20, la città di New York fu interessata dall’arrivo di molti emigrati, provenienti anche dall’Italia. Quel territorio era infatti, all’epoca, pressoché disabitato e furono proprio i primi migranti a diventarne i cittadini. L’inizio dell’emigrazione verso New York si manifestò in concomitanza con l’Unità d’Italia anche a causa del fatto che molte persone, in precedenza al servizio del Re, rimasero senza un lavoro.

Le navi cariche di migranti arrivavano ad Ellis Island e una volta sbarcati, essi rimanevano lì per diversi giorni e per sottoporsi ai vari controlli. Giunte al grande salone del palazzo di Ellis Island, tutte le persone sbarcate si disponevano in file secondo la loro nazionalità. Il primo controllo a cui venivano sottoposti era quello della vista , per riscontrare se ci fossero malattie agli occhi che si potevano diffondere; in seguito salivano al piano superiore per sottoporsi ai vari controlli medici. Chi era giudicato sano poteva rimanere, al contrario coloro ai quali venivano riscontrate malattie dovevano rimbarcarsi e tornare a casa.

Prima di poter effettivamente raggiungere la città di New York ai migranti dovevano essere concessi i permessi, di lavoro o di ricongiungimento familiare; a quel punto potevano trasferirsi nella parte bassa di Manhattan chiamata Lower East Side. Lì, specie gli italiani, cominciarono a riproporre la loro vita, i loro schemi, le loro abitudini e i loro usi e costumi in questa nuova realtà. Molti italiani erano soliti commerciare olio, vino, frutta oppure facevano i calzolai.

 

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